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COMUNE DI LANZO TORINESE

COMUNE DI LANZO TORINESE

Via San Giovanni Bosco, n. 33 - 10074 Lanzo Torinese (TO)

Tel.: 0123-300400 - Fax : 0123 29331 (Biblioteca)

Sito web: http://www.comune.lanzotorinese.to.it/

E-mail: to0119@biblioteche.reteunitaria.piemonte.it


515 m slm; abitanti al 31 XII 2009 5315 Situato allo sbocco della valle della Stura, è il centro principale delle valli che da Lanzo stesso prendono il nome. Il vecchio nucleo medioevale, con due grandi piazze ed una rete di chintane, tipiche viuzze spesso sormontate da archi o lunghe volte che collegano le opposte case, è situato sul monte Buriasco, propaggine dei monti che separano la valle del Tesso dalle valli di Lanzo e su cui anticamente sorgeva il castello. Già sede di Pretura e degli Uffici del registro, la città di Lanzo mantiene tuttora la sua vocazione di centro di servizi anche per i comuni vicini, delle valli e non solo: è infatti sede di istituzioni di notevole importanza, tra cui l’Ospedale, il Circondario Provinciale, la Biblioteca civica Centro rete del Sistema bibliotecario Valli di Lanzo, l’ufficio di Informazione Accoglienza Turistica del T.T.P., le stazioni dei Carabinieri e del Corpo forestale dello stato, il comando di Brigata della Guardia di Finanza, i Vigili del fuoco, la Casa di riposo e l’Asilo nido. Offre ai giovani parecchie opportunità di studio con l’Istituto di Istruzione Secondaria “Federico Albert”, e presenta un ricchissimo panorama di associazioni culturali, sportive e di volontariato, nonché un importante gruppo folk-corale. Per il suo ruolo nella lotta di Liberazione, è stata insignita della medaglia d’argento al valor militare


LUOGHI DI INTERESSE ARTISTICO E STORICO


Torre Ajmone di ChallantTORRE DI AJMONE DI CHALLANT (Sec. XII I – XIV)

Era l’ingresso principale del Borgo che, protetto dalle mura, si stendeva lungo tutta la dorsale del Buriasco. Data la posizione chiave di questo monte dominante la stretta gola all’imbocco delle valli della Stura e del Tesso, è probabile che già i Galli e poi i Romani l’avessero fortificato con opere militari, successivamente ampliate nel Medioevo. Vi si accedeva superando il fossato – essendo il piano stradale molto più basso di quello attuale – mediante un ponte levatoio, come testimoniano le tracce di aperture per i bracci e le barre di trazione. La struttura, che all’interno ospitava nicchie e guardiole di difesa, era chiusa da un portone di cui sono ancora visibili i cardini superiori. Sulla facciata dell’edificio, incoronato dai caratteristici merli ghibellini e divenuto poi, come torre civica, il simbolo della città, campeggiavano un tempo gli stemmi dei Savoia e degli Estensi, signori di Lanxo. Accanto alla Torre, in quella che era forse la casa delle guardie, si trova la Biblioteca civica “Augusto Cavallari Murat”, Centro Rete del Sistema bibliotecario valli di Lanzo.




Ponte del DiavoloPONTE DEL DIAVOLO (Sec. XIII)

Si trova sull’antica strada che da Torino, passando sulla destra della Stura, arrivava a Lanzo attraverso Venaria, Robassomero, Cafasse. Unisce il Monte Basso e il Buriasco dove c’è una stretta gola scavata nei tempi preistorici dalla Stura, che formava un ampio lago nella piana di Germagnano. Il ponte è a un solo arco gotico, lungo 65 m, largo 2,27 e alto 15; ha una gittata di circa 37 metri, a schiena d’asino.

Il 13 giugno 1378 la Credenza di Lanzo, radunata nella chiesa di S. Onofrio e presieduta dal castellano Aresmino Provana, provvedeva alla costruzione di questo ponte, imponendo per 10 anni un dazio sul vino. La spesa fu di 1400 fiorini. La porta sopra il ponte fu costruita nel 1564 per impedire l’ingesso in città ai forestieri durante le epidemie di peste. La fantasia si sbizzarrì a creare leggende intorno a questa ardita costruzione, che fu attribuita al diavolo. Tra gli altri, ricordiamo Angelo Brofferio, Giovanni Prati, Nino Costa.

Chiesa Di S. CroceCHIESA DI SANTA CROCE

Anticamente dedicata ai santi apostoli Giacomo e Filippo, già nel ‘200 vi aveva sede la Confraternita dei “Disciplinati di Santa Croce”, i cui confratelli si dedicavano all’assistenza degli infermi. Successivamente si trasformò in vero e proprio ospedale, di cui si ha notizia nei conti della Castellania del 1353 (pare che l’iniziativa si debba alla Marchesa Margherita o al nipote Amedeo VI). L’ospedale era fuori le mura, e funzionava come hospitium peregrinorum, cioè solo per soccorrere i forestieri.. La chiesa risale alla fine del Duecento, con vari rifacimenti (secoli XIII – XVIII) e conserva, nella parete esterna laterale destra e nell’abside un’ampia fascia di archetti pensili e motivi geometrici in cotto, caratteristici del gotico fiorito. Fra il 1756 e il 1760 venne sopraelevato il presbiterio, costruita la facciata ed eretto il campanile.



Chiesa San Pietro in VincoliCHIESA PARROCCHIALE DI SAN PIETRO IN VINCOLI

Le sue origini sono molto antiche, ma poco conosciute: fu costruita nello stesso periodo del castello, adiacente ad esso, quasi certamente nel secolo XI. Nel 1543 venne fatta abbattere da Giangiacomo Medici perché ostacolava la difesa del maniero. Fu ricostruita e riaperta al culto nel 1591. Nel 1818 il vicario Tagna fece costruire l’attuale casa parrocchiale con un’ampia sacrestia. Continuò l’opera il suo successore beato Federico Albert; a lui si devono il coro, la cappella del Rosario, la  decorazione delle volte, delle cupole e delle pareti (1852-1876), il campanile e la facciata laterale. Questi ultimi rimasero incompiuti per l’improvvisa morte del beato e furono portati a termine nel 1885 da monsignor Antonio Tresso. Al suo interno, a tre navate, si possono ammirare: le pale “San Francesco che riceve le stimmate” di Carlo Saraceni il Veneziano (1605), “San Romualdo e san Bonifacio” di Giovanni Francesco Sacchetti (1663-1675), “Liberazione di san Pietro dal carcere” attribuita al Beaumont o a un suo discepolo, databile tra il 1775 e il 1800; il reliquiario di don Bosco, che conserva alcune testimonianze sulla permanenza del santo a Lanzo.

CHIESA DI SANTA MARIA DEL BORGO

Dedicata alla Vergine Assunta e nota come “La Madòna”. Non si conosce la data di costruzione della primitiva cappella, ma è sicuramente molto antica. Si sa che rovinò nel 1565 e che si dovettero sostenere non lievi spese per ricoprirla ed ampliarla. In quel tempo (dal 1542 al 1591) fungeva da parrocchia, essendo stata demolita, per motivi militari, la chiesa di san Pietro in Vincoli. In essa si radunava la Credenza generale, formata da tutti i capi famiglia, a cui competevano le questioni più gravi, l’imposizione di tasse e l’elezione dei Credendari e dei Sindaci. E’ detta anche chiesa del Gesù, perché sede della omonima Confraternita, fondata nel 1575, che da allora cura l’amministrazione della chiesa. L’interno ad una sola navata con volte a crociera è illuminato da due vetrate a mosaico. Da segnalare i due altari laterali che il Cavallari Murat cita come esempi del gusto barocco per le composizioni a stucco miscelate con pitture ad affresco, opera di maestri stuccatori luganesi del XVII secolo.


AMBIENTE


Attorno al trecentesco Ponte del diavolo si estende l’omonima area attrezzata (circa 30 ettari), inserita nel Parco Regionale La Mandria, creata al fine di tutelare le caratteristiche naturali, paesaggistiche e storiche della zona, e salvaguardare gli elementi geologici presenti, con particolare riferimento alle formazioni denominate “Marmitte dei giganti” . Alla suddetta area si può arrivare anche attraverso la “Ciclostrada della Stura di Lanzo e del Banna”,  il cui  percorso, completamente asfaltato, è costituito da un circuito ad anello di 30 km, che si sviluppa fra Ciriè e Lanzo, con un tracciato immerso nel verde, tra la sponda sinistra della Stura e il Banna. Il circuito è completato a sud dal collegamento con la periferia di Torino, al Parco Chico Mendes di Borgaro, attraverso una ciclostrada della lunghezza di 13km, e a nord con un tratto di 2 km fino al Ponte del Diavolo.




PRODOTTI TIPICI



Tra i prodotti tipici di Lanzo ricordiamo: la Toma di Lanzo, il Salame di turgia, i Torcetti, i Grissini, l’Amaro di Lanzo. La Toma di Lanzo, che ha recentemente ottenuto l’ambito riconoscimento del marchio D.O.P. è un formaggio semicotto prodotto con latte vaccino intero o parzialmente scremato, ricordato da Pantaleone da Confienza nella Summa Lacticinorum (1477) .  I Torcetti, nati come dolci preparati con la pasta avanzata del pane, passati nello zucchero e cotti nei forni a legna, consistono in piccole strisce di pasta preparata con farina di grano, burro, lievito, malto e sale; spolverati con lo zucchero, dopo la cottura in forno a fuoco diretto presentano una caratteristica crosta trasparente quasi caramellata. I Grissini furono “inventati” nel 1684 dal medico lanzese Teobaldo Pecchio che fece preparare al fornaio di corte Antonio Brunero del pane speciale costituto da bastoncini lunghi e sottili adatti al delicato stomaco di Vittorio Amedeo Duca di Savoia.






RICETTE


RISOTTO ALLA MODA DI LANZO
Dosi per 4 persone:
RISO PER RISOTTI 250 gr
FAGIOLI BORLOTTI 250 gr
ZUCCHINO 1
CIPOLLA 1
TOMA DI LANZO  250 gr
FORMAGGIO GRANA 100 gr
PANCETTA SALATA 50 gr
PREZZEMOLO
OLIO DI OLIVA
Fare lessare al dente i fagioli in poca acqua  salata. Fare imbiondire una cipolla in poco olio, aggiungere la pancetta, lo zucchino tagliato a pezzetti ed i fagioli con il loro brodo. Portare ad ebollizione e aggiungere il riso ed altro brodo di carne e fare un risotto leggermente al dente. Unire la toma tagliata a dadini ed il grana grattugiato rimestando fino a quando i formaggi si saranno sciolti totalmente. Togliere dal fuoco aggiungendo un battuto di prezzemolo e olio di oliva, rimestare e servire.



GNOCCHI ALLA TOMA DI LANZO
Dosi per 4 persone:
PATATE 1 kg
FARINA q.b.
TOMA DI LANZO 300 gr
UOVA 2
BURRO q.b.
Portare a bollore 1 kg di patate in acqua salata, schiacciarle e aggiungere due pugni di farina bianca e 300 gr di toma grattugiata con le due uova. Lavorare un impasto omogeneo e creare su un’asse infarinata dei tocchetti grossi come un grissino tagliati della lunghezza di 1 o 2 cm al massimo. Versare in una pentola con abbondante acqua, alla bollitura, gli gnocchi e allorché salgono in superficie raccoglierli con una schiumarola ponendoli direttamente nelle fondine e condendo con burro fuso e salvia.



ZUPPA RUSTICA
Dosi per 4 persone:
TOMA DI LANZO 250 gr
PANE DI SEGALE 200 gr
BURRO 80 gr
BRODO ¾ di litro
CIPOLLA, GINEPRO, NOCE MOSCATA E PEPE
Tagliare a dadini del pane secco  unendolo al brodo e facendolo cuocere a fuoco lento. Tagliare la toma a pezzetti. Pestare 3 bacche di ginepro e tagliare a fette sottili la cipolla; porli in un tegame con 50 gr di burro e fare rosolare a fuoco lentissimo aggiungendo poca acqua se necessario; salare e pepare ed aggiungere un pizzico di noce moscata. Incorporare al pane il formaggio ed il burro restante e far cuocere per 30 minuti mescolando con un cucchiaio di legno. A cottura ultimata unire il soffritto di cipolla. Servire ben caldo con un crostino di pane rustico sul fondo del piatto.



PATATE AL BARBAN
Dosi per 6 persone:
PATATE FARINOSE 1 kg
TOMA DI LANZO GRASSA 3 hg
TOMA DI LANZO A MEZZA STAGIONATURA  3 hg
SALE E PEPE q.b.
Lessare le patate in acqua salata, toglierle dal fuoco e schiacciarle come per il puré. Tagliare a fettine sottili la toma e aggiungerla gradatamente al puré, sempre rimestando con una cucchiaio di legno in modo da amalgamare perfettamente patate e toma. Aggiungere pepe a piacere. Ne deve risultare un composto morbido e filante.



TORCETTI
FARINA 400 gr
BURRO  150 gr
LIEVITO 4 gr
ZUCCHERO
SALE
Sciogliere il lievito e un pizzico di sale in 100 gr di acqua tiepida. Aggiungere la farina e il burro e impastare per 15 minuti. L’impasto deve riposare un’ora. Ricavare dei bastoncini sottili, lunghi 10 cm, e unirli alle due estremità formando una goccia dalla forma ovale e allungata. Passare un pennello bagnato nell’acqua sulla superficie del torcetto e cospargerla di zucchero. Disporre i torcetti su una teglia infarinata e farli cuocere in forno a 180° per 15 minuti.




 

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