Ambiente

COMUNITA' MONTANA VALLI DI LANZO CERONDA E CASTERNONE

AMBIENTE

 


Le peculiarità principali che caratterizzano il territorio delle Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone sono legate agli aspetti naturalistici e paesaggistici esistenti. Questi scenari sono poi arricchiti da testimonianze storiche e culturali che danno ulteriore e significativo  pregio al territorio. Le Valli, soprattutto quelle alpine, vennero “scoperte” turisticamente all’inizio del 1800. Con le realizzazioni delle prime strade carrozzabili, grazie anche alla vicinanza con Torino, iniziò a diffondersi il fenomeno della villeggiatura. Molte furono le personalità di spicco provenienti dal mondo artistico, scientifico, politico che presero a frequentare le Valli, affascinati dagli splendidi scenari alpini. La villeggiatura apportò un notevole incremento alla diffusione di un’edilizia nuova, ad uso per lo più stagionale.

Sul finire del 1800 terminarono i grandi disboscamenti dovuti al reperimento della legna da ardere  per alimentare i numerosi forni per la fusione dei metalli, quest’ultimi raccolti nelle numerose miniere della zona. Oggi il bosco, dopo aver riconquistato il suo areale, costituisce l’aspetto naturalistico preponderante che rende visivamente gradevole l’ambiente. Attualmente, per la contrazione dell’attività agricola, sta colonizzando anche terreni che fino a 20-30 anni erano coltivati a prato o sfruttati con pascolamento del bestiame.

La Val Grande, (comprendente i Comuni di Groscavallo, Chialamberto e Cantoira) più aperta delle altre valli e con ampi pianori è caratterizzata, a mezza quota da borgate alpine che hanno mantenuto nel tempo l’architettura del luogo (Alboni, Rivotti, Candiela, Vonzo, Vrù e Lities). A Forno Alpi Graie si apre lo scenario alpestre con i ghiacciai delle Levanne, del Mulinet, di Sea la cima più alta, la Ciamarella (3676 m) ed il Vallone di Sea. Tra i laghi, si segnalano, in comune di Groscavallo, il Lago di Unghiasse (a quota 2494 m), il più esteso della Val Grande. Sullo stesso versante il lago della Vercellina ed i laghi dei Sagnassi. Tra le cascate maggiormente significative si segnalano in comune di Chialamberto le Giuseppine ed a Groscavallo le Cascate del Colombin.

La Valle d’Ala (con i Comuni di Balme e Ala di Stura) offre un paesaggio vario ed interessante: dalle faggete di Ala di Stura si sale fino ai larici di Balme. Meritano di essere segnalate le cascate quali: la Gorgia (orrido) di Mondrone, dove le acque del torrente Stura di Ala, si gettano in una stretta gola precipitando con un salto di 17 metri, e quella di Balme anch’essa sulla Stura, ubicata poco a monte del paese. In Val d’Ala troviamo, tra i più conosciuti, i Laghi Verdi, il Lago del Paschiet e l’Aframont..E ancora, il Pian della Mussa, oltre Balme, meta di turisti e base per i molti escursionisti che intendono salire in quota.

La Valle di Viù, (dove si trovano i Comuni di Usseglio, Lemie e Viù) più sinuosa e stretta, presenta un paesaggio estremamente vario, da tratti pianeggianti quali il pianoro di Usseglio o la Conca di Viù alle varie frazioni di quest’ultimo, tenacemente abbarbicate lungo le pendici fin su, verso Col S. Giovanni o i Tornetti. E’ la Valle con il maggior numero di valli laterali, Vallone di Arnas, dell’Ovarda, Valle Orsiera. Malciaussia è la zona della testata della valle, meta di turisti ed escursionisti, dominata dal Rocciamelone (3538 m), dal ghiacciaio di Monte Lera e, sul pianoro, l’omonimo lago artificiale. Altri laghi da segnalare: il lago di Viana, il più caratteristico,per la sua isoletta rocciosa, a 2006 m; nel Vallone d’Arnas vi è il lago della Rossa a m 2718 il più ampio lago delle valli attualmente delimitato da una diga.

La zona prealpina, comprende il territorio della zona intermedia delle Valli di Lanzo. In tale zona sono ubicati i comuni di Traves, Pessinetto Mezzenile e Ceres, questa è caratterizzata principalmente da boschi di latifoglie, principalmente castagneti e rovereti. Traves, posto sulla destra del torrente Stura, occupa un’ ampia conca circondata da boschi, alla base dell’Uia di Calcante 1614 m. Di fronte agli abitati, sul versante opposto, si staglia su un promontorio del monte Bastia il santuario di S. Ignazio, visitato annualmente da migliaia di turisti. Mezzenile ha in quota 1600-1900 m ampie praterie di pascoli (alpe Nuvient). Più in basso, le faggete caratterizzano il paesaggio, fino ai prati di fondovalle. Da segnalare ancora i due laghi di Sumiana posti oltre i 1100 m. Ceres è posto invece su un promontorio, che si estende sotto le pendici del Monte S. Cristina, ove sorge l’omonimo santuario, mentre la restante parte del territorio comunale si sviluppa lungo la confluenza delle due Valli: la Val d’ Ala e la Val Grande.

La Valle del Ceronda si colloca nell’ambito della fascia di rilievi pedemontani del settore centrale della Provincia di Torino, affacciandosi sull’altopiano terrazzato della Mandria. Risulta interposto tra il solco vallivo principale della Valle del torrente Casternone (a Sud) e la bassa Valle di Lanzo (a Nord-Ovest). L’asse vallivo principale presenta una marcata differenziazione di orientazione, nel settore di testata essendo rivolto verso Nord-Est, e quindi, immediatamente dopo lo sbocco vallivo, verso Sud. Il bacino del torrente Ceronda è contornato a monte dalla cresta che congiunge il Monte Bernard (m. 1078) con il Monte Corno (m. 1227) e che raggiunge la sua massima altitudine con il Monte Colombano (m.1658). Il bacino, amministrativamente riferibile ai Comuni di Vallo Torinese e Varisella, nella parte più alta è caratterizzato da scarsa copertura boscata. Diversamente, nella parte più bassa, riferibile territorialmente a buona parte del Comune di La Cassa la vegetazione, soprattutto forestale,  risulta accentuata (quercine di rovere e farnia). I settori sommitali dei versanti si caratterizzano per la diffusa esposizione di affioramenti del substrato roccioso, con ampio sviluppo di accumuli detritici a blocchi lungo le linee di impluvio secondario, geneticamente legati ai processi di degradazione fisica delle rocce. Il Corso del Ceronda, a valle della confluenza con il rio Tronta, ha determinato il formarsi di terrazzi e fondovalli costituiti da depositi alluvionali

La Valle del Casternone (con i Comuni di Val della Torre e Givoletto) è chiusa nella sua parte sommitale dalla cresta che collega il Truc del Faro (m.1206), il Monte Arpone (m.1600), il  Colle Lunella (m.1402) e il M. Lera (1371). La parte principale ove scorre il torrente Casternone è compresa nel Comune di Val della Torre. Il dislivello complessivo del bacino, considerando la sezione di chiusura in Località Brione è di 1240 m. con uno sviluppo planimetrico di circa Km. 9 pari ad una pendenza media del 13,3 % che però nella parte alta della Valle raggiunge valori medi del 28,5 %. Pertanto la concomitanza di tali forti pendenze e scarsa copertura boscata favorisca una notevole potenzialità di fenomeni erosivi lungo le pendici.Il fondovalle è geologicamente costituito da alluvioni caratterizzate da depositi ghiaiosi con lenti sabbioso argillose; ovviamente nella parte alta predominano i ciottoli e le pezzature più grossolane mentre, nella parte bassa e verso lo sbocco nella pianura predominano le frazioni più fini. I terreni agricoli sono diffusi sia nella parte alta, adibiti per lo più a foraggere (prati e pascoli), che nella parte bassa (prati e seminativi). Nella parte esposta a nord del Monte Lera alla cresta che collega lo stesso con il Monte Bernard, quindi al confine con la Valle del torrente Ceronda vi è il bacino del rio Vaccaro (Comune di Givoletto). La pendenza media risulta sostenuta (29%) e considerando anche la scarsa copertura boscata e quindi in caso di forte torrenzialità vi è un notevole trasporto solido verso valle.

La zona pedemontana comprende la parte bassa delle Valli e ne fanno parte i comuni di Fiano, Germagnano, Lanzo T.se, Cafasse e Balangero. E’ la parte di territorio più urbanizzata ma contemporaneamente, il paesaggio assume contorni diversificati per la presenza dei seminativi (mais, grano, avena, segale, ecc), della vite e dei fruttiferi. I querceti di rovere sono il popolamento più diffuso.

La Valle del Tesso, dal torrente omonimo che la attraversa fino a Lanzo, divide il territorio dei due comuni che ne fanno parte: Coassolo T.se e Monastero di Lanzo creando paesaggi estremamente diversificati tra loro: decisamente meno scosceso e aspro il versante del primo, mentre il secondo, alterna coltivi e praterie, anche in quota, su un terreno, che nelle maggior parte dei casi, è sempre acclive. Pertanto, mentre il primo rappresenta un paesaggio agricolo tipico della media montagna con ampi spazi per le coltivazioni, anche di fruttiferi (Castiglione, San Pietro, Bogno ), il secondo ha splendidi comprensori di pascoli (San Giacomo di Moia, Menullla, Marsaglia, Salvin). Tra i più caratteristici laghi si segnala a quota 1992 m, il Lago di Monastero, situato nel territorio dell’omonimo comune e circondato da pascoli.

La Valle del Malone con Corio, si apre ad anfiteatro, dal Monte Angiolino fino al confine con Balangero, Mathi, e Rocca C.se. Sul territorio, ampi spazi sono occupati da bosco, di preferenza castagneti, faggete, ma anche boscaglie rupestri in quota. Un fitto reticolo di sentieri permette di collegare il fondovalle con gli alpeggi.

 

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