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COMUNE DI BORGARO TORINESE

COMUNE DI BORGARO TORINESE

P.zza V. Veneto, 12 - 10071 Borgaro t.se (TO)
Tel.: 011.42.11.111 - Fax: 011.42.11.242

Sito web:http://www.comune.borgaro-torinese.to.it

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Municipio Borgaro TorineseIl Comune di Borgaro Torinese è situato nella zona nord dell’area metropolitana, si estende per una superficie di circa 1436 ettari e conta attualmente una popolazione di oltre 13.000 abitanti di cui circa 2.000 nella frazione Mappano. Alcuni ritrovamenti storici fanno ritenere che il nucleo abitativo primordiale si sia sviluppato in epoca romana, e proprio alla presenza in loco di una guarnigione romana sarebbe forse da imputare l’origine del nome. Ancora oggi sulle carte topografiche si possono trovare tracce dell’antica centuriazione romana, soprattutto al confine con Caselle e lungo la Provinciale che ricalca il tracciato dell’antica strada romana che da Torino portava ad Eporedia (Ivrea). Nel periodo successivo alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente si registra l’avvicendamento di diversi popoli, in particolare nel 774 d.c. la venuta dei Franchi segna l’annessione di Borgaro al territorio di Caselle e di Altessano Inferiore. Nel 1600 Borgaro è divisa fra tre feudatari, ma tra loro sono i Birago che riescono a consolidare il potere sul territorio, finchè nel 1746 tutta Borgaro diventa loro feudo. Nel XVIII secolo Re Carlo Alberto di Savoia separa Altessano da Borgaro. Successivamente il territorio viene incorporato nei beni del Duca di Chiablese, fino alla creazione dello Stato Sabaudo.


LUOGHI DI INTERESSE ARTISTICO E STORICO


IL CASTELLO. Antica proprietà dei Conti Birago, è situato nel nucleo antico del concentrico, sul versante sud. L’antico castello medioevale è stato trasformato in palazzo nel XVIII secolo su progetto del Conte Ignazio Birago e completato nel 1787, dopo la sua morte, dall’architetto Giuseppe Viana. Venduto nel 1861 all’avv. Giani, dal quale fu ceduto nel 1896 alla Congregazione delle Suore di Carità, verrà trasformato in convento. Nel 1903 diventa Casa Provinciale delle Suore di Carità di Santa Giovanna Antida Thouret. Dal 2002 è Comunità locale delle suddette Suore.


La Chiesa Parrocchiale. Si eleva vicina al Castello. E’ stata costruita nel 1700 e restaurata nel 1752, su probabile progetto dello stesso Birago. La facciata è stata completata nel secolo successivo. E’ dotata di un pregevole altare “l’altare di Gesù”, con colonnine in marmo. In marmo sono anche i quattro altari minori che ornano la Chiesa.



Castello di Santa CristinaIL CASTELLO DI SANTA CRISTINA. Sulla strada che dalla Falchera porta a Borgaro, in una zona agricola ad est del concentrico, sorge l’imponente edificio costruito nel XVII secolo, ancora oggi utilizzato come azienda agricola. La storia della Cascina Santa Cristina inizia con l’arrivo in Piemonte del Conte di Ligneville, uno dei tanti nobili francesi venuti in cerca di fortuna al servizio sabaudo con le truppe al seguito di Madama Reale Cristina di Francia. Durante la sua rapida ascesa sociale, il Conte a partire dal 1644 acquista e accorpa diverse cascine, fino a possedere una tenuta di circa 260 ettari. Il Castello deve il suo antico fasto agli imponenti affreschi che lo caratterizzano, risalenti presumibilmente al periodo tra il 1653 e il 1658. La struttura è posta sotto vincolo monumentale.


Cascina NuovaCASCINA NUOVA. L’edificio è stato riedificato al posto di un vecchio casolare nel 1820 circa dai Raby, ricca famiglia borghese di Torino che ne fece per anni la sua casa di campagna. Alla morte dell’ultimo discendente, la proprietà passa di mano in mano, fino al 1991 quando il Comune riesce a acquisire la struttura. L’edificio, completamente restaurato, da ottocentesca cascina padronale diventa polo culturale e aggregativo. Il portone, in stile neogotico, introduce nell’ampio cortile rettangolare. Di fronte appare, in tutta la sua sobria bellezza, il corpo principale nonché ex ala padronale dell’edificio. L’immobile ospita al suo interno la Biblioteca Civica.

 

 

 

 

IL MUSEO DEGLI ALPINI. Si trova presso la sede degli Alpini, in via Stura. E’ una ricchissima esposizione di reperti della I guerra mondiale, dalle gavette alle piastrine ai coltelli, ecc.. La nascita del Museo è dovuta al prezioso lavoro di due soci, i signori Baldi Bruno, ormai scomparso, e Piero Marchis, che hanno personalmente raccolto molti reperti sull’Altipiano di Asiago.

 

CHIESA DEI SS. COSMA E DAMIANO. La Chiesa è un struttura modernissima, la cui costruzione è stata completata nel 2008. E’ dotata di ampi spazi per ospitare Oratorio, Sala Incontri, ecc.. Il fiore all’occhiello della Chiesa borgarese sono le vetrate, opera dell’artista piemontese Ugo Nespolo.      

 

AMBIENTE


Borgaro, da piccolo centro rurale e successivamente periferia dormitorio di Torino, si presenta oggi come una cittadina moderna che offre una diversificata proposta di servizi di ottima qualità. Dopo i grandi palazzi, nati tra gli anni 60 e 80 per fronteggiare la carenza abitativa del capoluogo, sono state realizzate villette a schiera e palazzine con giardino, contribuendo così alla riqualificazione urbana del territorio. La riqualificazione urbanistica si evidenzia inoltre dalla presenza di numerosi parchi giochi, piste ciclabili, dai parchi pubblici “Don Banche”, “Isola del Pescatore” e “Chico Mendez”; quest’ultimo si estende per ben 100 ettari, attrezzati con percorsi ciclabili che complessivamente superano i 15 chilometri di lunghezza, adeguato parcheggio, aree pic-nic e ristoro, un bar/ristorante e una sala danze. Il Comune è caratterizzato dalla presenza della “Tangenziale verde” che porterà al collegamento tra gli ambiti naturalistici che vanno dal  torrente Stura al Parco fluviale del Po.

 

I PRODOTTI TIPICI


La nota Ditta di conserve Cirio, fondata a Torino, deve molto a Borgaro; infatti negli anni 40 e 50, la famiglia borgarese Balagna aveva intrapreso una vera e propria attività, fornendo lavoro ai propri concittadini, di raccolta e preparazione di verdure (cetrioli in particolare) che venivano portati alla Cirio per il confezionamento. Ancora oggi le tipiche maschere di Carnevale borgaresi il “Cucumbrè” e la “Cucumbrera” con i loro cetrioli sottoaceto ricordano questa attività.

 

 

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